16 dicembre, 2017

Virtus, fare la partita dell’anno non potrebbe bastare

Virtus, fare la partita dell’anno non potrebbe bastare
Photo Credit To Roberto Serra / Iguana Press / Virtus Pallacanestro

Ancora una volta per la Virtus l’unico scenario possibile per continuare a coltivare speranze si chiama vittoria. Questo è l’unico scenario che i ragazzi di Giorgio Valli hanno di fronte per arrivare alla salvezza, con l’obbligo di vincere anche la prossima domenica contro Reggio Emilia e conquistare la vittoria sul campo.
Ma facciamo un passo alla volta e guardiamo alla partita di domani che vede i bianconeri all’ultima spiaggia di una stagione che è nata ed è proseguita in maniera storta.
Imperativo vincere quindi per la “Vnera” domenica contro Torino e dare l’anima per raggiungere l’obiettivo. Quell’anima quella voglia che contro Cantù domenica non si è vista nelle facce dei bianconeri, oggi impegnati in un miniritiro a Zola Predosa per trovare quell’unione, quella concentrazione in vista del match dell’anno.
La settimana è passata tra giuste polemiche piovute da ogni dove, dalla Fondazione fino ad arrivare ai gruppi organizzati che hanno incontrato la dirigenza bianconera e giungendo al compromesso di remare tutti nella stessa direzione per la maglia fino a salvezza (si spera) raggiunta, poi si vedrà.
Coach Valli ha detto apertamente che si aspetta molto di più da Abdul Gaddy, che nelle ultime partite è apparso  al di sotto dei suoi standard, il play americano nelle ultime tre partite ha segnato 3 punti in 23 minuti contro Trento, 6 punti in 24 minuti contro Pistoia e 6 punti in 20 minuti contro Cantù. A onor del vero c’è da dire che il play si è infortunato durante un’allenamento subendo una contusione alla spalla destra, ma il contributo dato è stato troppo poco per l’americano che aspirava a fare il leader della squadra, logico quindi aspettarsi molto di più perchè tutti sanno che il suo contributo può essere decisamente migliore, e lo ha dimostrato per tutto l’arco dell’anno, ma questo vale anche per molti all’interno della Virtus che quest’anno hanno dato molto meno rispetto a quello che ci si aspettava.


Torino dunque, una squadra che nel finale di campionato è stata decisamente in crescita, i ragazzi di Francesco Vitucci (subentrato a dicembre a Luca Bechi) ha confezionato nelle ultime cinque gare la bellezza di quattro risultati utili mettendo a segno un 4/5 e subendo una sconfitta solamente contro Sassari fuori casa, per il resto ha portato a casa punti preziosi contro Trento in casa (71-69), Pistoia fuori (70-80), Avellino in casa (78-74) e Brindisi sempre in casa (83-75) e si presenta alla Unipol Arena in grande spolvero forte di una striscia positiva sulle cinque gare, nonostante la sconfitta in Sardegna.
Questa continuità di risultati hanno portato la Manital a recuperare i quattro punti di svantaggio che avevano nei confronti delle dirette concorrenti per la salvezza, Virtus in primis che oggi si trova dietro nonostante la parità di punti in virtù degli scontri diretti, domani l’ardua sentenza…
Di sicuro Torino ha una squadra lunghissima e coach Vitucci si può permettere di ruotare tutti e dieci gli elementi senza alterare gli equilibri cosa che i bianconeri non possono fare.
La squadra piemontese è andata forte sul mercato per invertire la brutta posizione in classifica in campionato, tagliando a dicembre il centro bulgaro Dejan Ivanov (campionato turco – Yeşilgiresun) e il play bulgaro Georgi Sirakov (Crabs Rimini), a gennaio Dawan Robinson (campionato sloveno – Union Olimpija), a febbraio la guardia americana Andre Dawkins (NBA Development League – Texas Legends) e infine a marzo il play/guardia l’americano Ian Miller (Scaligera Verona). Gli inserimenti sono stati il play/guardia Jerome Dyson a novembre 2015 che gira a una media di 16,6 punti partita (6,4 e 44,1% da due, 7,1 e 36,3% da tre, 4,8 e 67,5% nei liberi 2,9 rimbalzi e 3,2 assist), il play/guardia Charlon Kloof che gira a 3,4 punti (2,5 e 42,4% da due, 1,2 e 12,5% da tre, 1,8 e 43,5% nei liberi, 1,8 rimbalzi e 1,3 assist) e l’esterno congolese Christian Eyenga da 11,2 punti (6,7 e 56,7% da due; 1,8 e 38,9% da tre, 1,9 e 79% nei liberi, 3 rimbalzi e 1,2 assist) arrivato da Sassari e infine la guardia australiana Chris Goulding da 4,5 punti (1,8 e 42,9% da due, 3,5 e 25% da tre, 0,8 e 50% nei liberi, 2,2 rimbalzi e 1,4 assist) a febbraio.
Questi innesti si sono aggiunti a Dj White che gira a 17,1 punti (12,1 e 58,3% da due, 0,2 e 25% da tre, 4,0 e 71,3 ai liberi, 8,7 rimbalzi e 1,3 assist), a Stefano Mancinelli che fa 10,1 di media (6,1 e 50,3% da due, 2,4 e 37,3% da tre, 1,9 e 68,1% ai liberi, 4 rimbalzi e 1,4 assist) e infine Ndubi Ebi che fa 9,7 punti (7,1 e 56,8% da due, 0,8 e 28,6% da tre, 1,5 e 57,5 nei liberi e 5,8 rimbalzi).


A oggi la Manital è leggermente superiore ai bianconeri sia per rotazioni che per il roster in campo, ma il fattore campo e la partita secca per la posta in gioco che è in palio potrebbe riservare sorprese.
Se i bianconeri vincessero contro Torino con la differenza canestri a proprio favore potrebbe non essere sufficente a garantire la salvezza l’altra condizione necessaria da evitare è una parità a tre o più squadre che comprenda Caserta. Per salvarsi con una sola vittoria quindi Bologna dovrà sperare che Caserta conquisti zero o quattro punti nelle ultime due gare. In certe situazioni ci si aggrappa a tutto e i bianconeri in questi casi dovranno sperare nei risultati degli altri, d’altronde si sa, la speranza è l’ultima a morire…

Si gioca alle 18:15 alla Unipol Arena canale 57 RaiSport 1.

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