19 Settembre, 2019

Virtus, oggi ricorrono i 40 anni dell’ottavo scudetto

Virtus, oggi ricorrono i 40 anni dell’ottavo scudetto
Photo Credit To Virtuspedia e Ezio Liporesi

È il 6 maggio 1979, la Virtus dopo un faticoso avvio di campionato, 3 sconfitte nelle prime quattro gare, quattro nelle prime sei, 6 nelle prime 11, ha trovato la quadratura del cerchio: chiude seconda, con 17 vittorie e nove sconfitte: 4 al supplementare, in casa con Milano addirittura ce ne sono voluti due (mentre solo una volta le V nere hanno prevalso dopo il tempo aggiuntivo, alla seconda giornata); 3 sconfitte per un solo punto, una di tre punti e, netta solo la prima a Pesaro.

Al primo posto Varese, con una sconfitta in meno, al terzo Cantù, con una sconfitta in più, che a sua volta precede di due punti Perugina Roma e Billy Milano. Con Driscoll al suo primo anno di panchina, con Cosic al suo primo anno a Bologna, è giunta in finale scudetto, eliminando Siena e, in semifinale, Rieti, che aveva estromesso a sorpresa Cantù.

Dall’altra parte del tabellone il Billy, soprannominato la banda bassotti per la non elevata altezza dei suoi giocatori, guidato in panchina da Peterson, fino a pochi mesi prima carismatica guida delle V nere, faceva saltare il fattore campo sia contro Roma che contro Varese.

La Sinudyne ha già vinto gara 1 a Bologna e si presenta al Palazzone di San Siro a Milano, in una giornata molto particolare: a pochi metri di distanza Milan e Bologna, alla penultima di campionato si giocano, rispettivamente scudetto e salvezza, poco dopo Billy e Sinudyne si giocano il titolo tricolore.

I bolognesi accorrono in massa e molti di loro ricordano l’esodo di 15 anni prima, quando il primo marzo 1964 Bologna e Virtus vennero a vincere contro Milan e Simmenthal (allora la pallacanestro si giocava al Palalido) in sfide molto importanti per il primato finale.

Quel 6 maggio le uniche emozioni calcistiche sono date dai tifosi che occupano uno spazio inagibile dello stadio, provocando un grande ritardo sull’orario di inizio della gara.

Lo 0-0 finale assegnò lo scudetto ai milanesi e mantenne in vita i rossoblù, che si sarebbero salvati poi la settimana successiva. Molto intensa invece la partita di basket.

La Virtus affronta il Billy di Kupec, di D’Antoni, dei fratelli Boselli, dell’ex bianconero Ferracini, di futuri virtussini come Sylvester, Gallinari e Battisti.

I bolognesi, oltre al fuoriclasse Krešimir Ćosić, hanno il funzionale americano Owen Wells e un collaudato gruppo di italiani: Carlo Caglieris, Renato Villalta, Gianni Bertolotti, Piero Valenti, Mario Martini, Pietro Generali, oltre ad Alessandro Goti e Ugo Govoni. Nel primo tempo 50-49 per il Billy con 47 punti su 50 di Silvester e Kupec per Milano e 14 punti di Cosic, migliore della Virtus.

Primo tempo Krešimir Ćosić tiene in piedi la Virtus, D’Antoni protesta (foto tratta da Virtuspedia).


Potranno i due giocatori di Milano continuare così? È la domanda che si fanno tutti e infatti nel secondo tempo i bianconeri partono con un parziale di 14-0 e volano via con i canestri di Villalta e Bertolotti (rispettivamente alla fine 32 e 28 punti) imbeccati da un Cosic che non esegue più un tiro perché non ce n’è più bisogno.

Nonostante un breve ritorno dei milanesi a meno 8, l’orchestra diretta da Cosic e Caglieris che trovano sempre liberi i due realizzatori, ben supportati anche da Wells autore di 18 punti, porta i bianconeri a trionfare per 113-92 e a conquistare l’ottavo scudetto in un palazzone di San Siro straripante di bandiere bianconere e rossoblù. Caglieris slalomeggia col pallone sottobraccio per portarlo come trofeo a Bologna.

Altri due cervelli alla base di questo scudetto: Driscoll e Cosic. L’allenatore si spazientì anche quando il numero 11 sembrava non volerne sapere di giocare come serviva. Lo tenne anche a bagnomaria in panchina per una quindicina di minuti in Coppa e, forse, fu un’esperienza salutare per entrambi, il coach e il pivot. “Con lui veramente non ho mai avuto veri problemi – ricorda Driscoll – Adesso che me lo dici, ripensandoci, è vero che, specie in un paio di partite di Coppa, ci fu un po’ di tensione, qualche incomprensione. Qualche volta non ci siamo proprio capiti. Era che non conoscendolo bene, non capivo certe cose che voleva fare. La mia impressione su di lui era sbagliata, dopo tutto s’è aggiustato. Inoltre ho parlato spesso con Creso, perché lui ha l’intelligenza e l’esperienza per potermi dare una mano, un consiglio, per confrontare un’idea”.

Coloro che non erano a Milano hanno potuto vedere quell’incontro in una delle prime telecronache filmate rese da una tv privata, nell’occasione Videobologna, che all’una di notte trasmise il secondo tempo dell’incontro.

Carlo Caglieris e il pubblico bolognese esultano. Milano non può più recuperare (foto tratta da Virtuspedia).


Ecco il tabellino dell’incontro

Virtus: Caglieris 11, Valenti 2, Goti 0, Martini 0, Villalta 32, Cosic 14, Generali 8, Govoni 0, Wells 18, Bertolotti 28.
Billy:  D’Antoni 8, Sylvester 26, Gallinari 2, Ferracini 8, Kupec 33, F. Boselli 8, Dino Boselli 5, Battisti 2, Friz, Anchisi.

Capitan Gianni Bertolotti, alla sua ultima stagione alla Virtus, consegna il pallone dello scudetto al sindaco Renato Zangheri, mantenendo una promessa fatta da Gianluigi Porelli (foto tratta da Virtuspedia).


A cura di Ezio Liporesi (©BasketCity.net)

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