13 Giugno, 2021

Fortitudo, coach Luca Dalmonte
pre match Cantù

Fortitudo, coach Luca Dalmonte <br>pre match Cantù
Photo Credit To Valentino Orsini / Fortitudo Pallacanestro Bologna

Le parole del coach della Fortitudo Luca Dalmonte in vista del match Fortitudo Lavoropiù Bologna-Acqua S. Bernardo Cantù. La partita, che si giocherà all’Unipol Arena di Casalecchio di Reno (BO), vedrà la palla a due alle ore 20:30, per quella che sarà la 29ª giornata di Serie A UnipolSai 2020-21.

Quella con Cantù sarà una partita che è chiaramente un punto fondamentale della nostra stagione, per cui da parte nostra è necessario avere la massima presenza, concentrazione e disponibilità per affrontare questo impegno e cercare di viverlo con grande determinazione.

Forza, coraggio, grande presenza e stabilità, sono i tre punti che risiedono dentro al significato di Fortitudo. Noi dobbiamo trasferire questi punti dentro al campo.

Dal punto di vista tecnico è evidente quanto Cantù ha grande talento nel reparto degli esterni, mi riferisco soprattutto nella posizione delle guardie dove Smith, Gaines e Johnson si possono alternare e per qualche minuto possono anche giocare insieme, è necessario da parte nostra avere la giusta aggressività nei loro confronti, riconoscere le due tipologie di ala piccola differenti tra Pecchia, Procida e a Leunen che è il loro play vero e la doppia dimensione di Thomas e il gioco interno di Bayehe e Radic.

È una squadra ben riconoscibile, ma con talento nei singoli che possono decidere la partita. Noi dobbiamo stare attenti alle guardie, alle letture di Leunen e dobbiamo essere capaci di distinguere le due tipologie nella posizione di tre che Cantù può offrire. Detto questo, sarà ancora più importante quanto noi entreremo mentalmente all’interno della partita, e quanto potremo strategicamente giocare la nostra partita.

La mia parte emotiva scinde dal mio personale, intendo dire che sono concentrato assolutamente nel portare a termine questa stagione nella Fortitudo, e qui incide molto l’emotività, ma deve essere controllata. Questa non è riferita alla mia persona, alla posizione, ma al desiderio assoluto e totale di portare a termine con successo questo periodo in Effe. Non esiste il mio ‘personale’, esiste il mio desiderio di portare a termine quest’annata con la Fortitudo salva.

Presenza e responsabilità sono parole chiave, a partire dal sottoscritto sono le cose più importanti. Serve qualcosa di speciale, e quando dico speciale dico che bisogna andare fuori e oltre le proprie abitudini e carriere, e garantire una prestazione che vada oltre le caratteristiche individuali di ogni giocatore e le disponibilità di ognuno noi. Il senso di responsabilità deve essere quel fuoco per fare quello che ho appena detto.

Hunt ha ripreso ad allenarsi ieri dopo praticamente due settimane di inattività, andremo a vedere quale sarà il suo volume di autonomia. Da parte sua c’è la disponibilità di giocare senza pensare a quanto gli è successo, mi sembra che sia comunque pronto, prima che fisicamente, mentalmente per giocare, sul quanto e come sarà la partita a raccontarcelo.

Sull’argomento Stojanovic è stato abbondantemente spiegato in modo anche lucido quale sia la sua situazione e posizione. Il gruppo deve essere straordinariamente motivato e responsabilizzato a prescindere dalla sua presenza. La notizia è quella che la Fortitudo abbia raggiunto un equilibrio economico alla fine di questa stagione, che possa dare la possibilità di guardare al futuro con serenità.

Sul discorso del blocco delle retrocessioni noi, inteso come gruppo squadra, siamo animali da campo giochiamo per centrare risultati, e non siamo condizionati su eventuali illazioni che si possono fare sulla prossima stagione. Eventualmente mi permetto di dire che se, eventualmente sia, ribadisco che la Fortitudo si è regolamentata dal punto di vista economica per guardare al futuro con una prospettiva.

Sull’extracampo, SuperLega, retrocessioni chiuse o aperte credo che le parole chiave siano equilibrio e buon senso. Penso che sia necessario prendere atto del nostro DNA sportivo, noi europei nasciamo come cultura sportiva da lontano e non può per fare parallelismi paragonata agli Stati Uniti dove lo sport è visto principalmente come spettacolo, da noi l’interpretazione è differente.

Esistono delle eccezioni, ed esistono perchè esistono le regole. Allora penso sia necessario che tutti siano dentro le regole e le rispettino, altrimenti si rischia di entrare nel caos e il caos produce zero.

È necessario avere regole ben definite e che tutti le rispettino. È necessario avere il buon senso e capire le situazioni che ci stanno accompagnando in questo momento storico, ed è necessario avere buon senso e capire quanto un risultato sportivo possa essere condizionato o meno da ciò che ci accompagna, equilibrio nel valutare le cose.

Non è un problema di retrocedere o non retrocedere, e rimanendo sul basket bisogna che ci sia l’attenzione del rispetto delle regole perché se esistono, valgono per tutti; non perché uno è posizionato in un punto diverso può avvalersi di scorciatoie o scappatoie, e se esistono regole per tutti devono essere perseguiti.

Detto questo è necessario ci sia equilibrio, in questo momento storico, sportivo ed economico, le eccezioni non devono essere un modo per andare contro i regolamenti, ma qualcosa che si doveva studiare prima che uscissero i problemi”.


Fonte: Ufficio Stampa Fortitudo Pallacanestro Bologna (www.fortitudo103.it)

 

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